6 - Tesoro delle nostre primavere

 

IL TESORO DELLE NOSTRE PRIMAVERE

 

Il saluto a Reggio non era retorico. Gli studi, le osservazioni, le esperienze sui cari imenotteri avevano sempre più convinto il Dr. Giovanni che il governo delle api era atto ad offrire agli abitatori dei campi una delle più gradevoli e vantaggiose occupazioni, e che la mirabile industria delle api poteva rivolgersi a vantaggio degli uomini se il tesoro delle nostre primavere veniva raccolto in poche assicelle collocate in un cantuccio dell'orto.

Pertanto, ritornato definitivamente a Berlingo, si dedicò con maggiore impegno all'apicoltura, secondato dal fratello Federico. Non vollero essi che le loro esperienze e la profonda conoscenza rimanessero sterili nell'ambiente familiare, e perciò estesero i loro rapporti e le utili intese coi colleghi italiani e stranieri, servendosi della benemerita Associazione di incoraggiamento per l'apicoltura italiana, fondata a Milano fin dal 1867, ove anche prima di collaborare al periodico L'Apicoltore, avevano avuto più volte piacevoli colloqui intorno al governo delle api coi colleghi milanesi 17.

A Berlingo i Metelli iniziarono e svilupparono la produzione delle api regine, richieste perfino in Russia, per cui Giovanni sentì il bisogno di studiare la lingua russa; e l'apiario fu continuamente visitato da specialisti di molti Paesi: Angelo Mona, Andrea De Rauschenfels, il conte Visconti di Saliceto, Mons. Giovanni Bonsignori, il Sac. Giuseppe Lanfranchi, Angelo Dubini, il nob. Don Giulio Tanzi, il conte Antonio Zappi-Recordati, ed altri che non crediamo qui nominare. Non possiamo tuttavia tacere Andreas v. Richter, privato docente dell'Università e professore del Politecnico femminile di St. Pietroburgo; e il conte Y. Kandratieff, sovrintendente in capo dell'Opera imperiale del teatro Maria di St. Pietroburgo, grande agricoltore russo. Questi conobbe i Metelli nei primi giorni dell'aprile 1892 quando li visitò a Berlingo intrattenendosi una mezza giornata 18; e le notizie raccolte comunicò a Edouard Bertrad, a Nyon (Svizzera), il quale a sua volta le rese pubbliche attraverso la Revue Internationale d'Apiculture di Nyon del 1892 dando motivo a dotte precisazioni da parte di Giovanni e di Boris Spoerer; che contribuirono a diffondere il prodotto dell'apiario Metelli nella patria di Guglielmo Tell. Il Kandratieff, nei frequenti suoi viaggi in Italia, fatti per invitare attrici e cantanti italiani sui teatri russi, non mancava di incontrarsi coi fratelli Metelli coi quali aveva stretto una cordiale amicizia, e descrisse loro la razza caucasica delle api, assai simile a quella italiana, ma di colore leggermente più chiaro e di carattere piu dolce 19. All'Ing. Federico donò un porta-sigari di avorio recante sul recto una scenetta agreste e sul verso le iniziali del suo nome I.Y.K.

Cura attenta dei Metelli era di combattere l'empirismo vigente nelle nostre campagne, il quale, anche se fu originato da pratiche derivate da giudiziose e fini osservazioni, era decaduto fino ad ammettere l'assurdo di uccidere le api per appropriarsi i prodotti delle previdenti lavoratrici; col metodo razionale, al contrario, venivano salvate le api. E ciò per avere barili riboccanti di miele al finire della stagione, che costituiscono il sogno, l'ambizione e il movente dell'industriale: un desiderio che solo la sagacia e l'arte dell'intelligente apicoltore può realizzare.

 

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17 BARBIERI F. Apicoltura industriale, in L'Apicoltore, 1889, p. 297.
18 SPOERER BORIS, Objections aux méthodes du Dr. Metelli, in Revue Internationale d'Apiculture, Nyon, 1894, nn. 1-2, p. 3-6. L'articolo richiama un istruttivo articolo del Dr. Metelli e la nota di redazione apparsi sulla Rivista del settembre 1893. Segue la Reponse du Dr. Metelli, sulla stessa rivista del 1894, pp. 6-11.
19 METELLI G., De l'hérédité chez les abeilles - Observations recueillies en Italie, la race caucasienne, in Revue, cit., 1892, pp. 130-133.

 


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