5 - Apiario di Reggio Calabria

 

L'APIARIO DI REGGIO CALABRIA 

 

Il desiderio e la passione di conoscere sempre meglio la vita delle api e l'impegno liberamente assunto di propagandare il metodo razionale, indussero il capitano Giovanni a piantare un piccolo apiario a Reggio Calabria, ove v'erano alcuni apicoltori empirici, nessuno razionale, pure essendo la plaga « un eldorado per le api che anche il 13 novembre bottinano miele in abbondanza »13.

L'apiario di Reggio, così lo descrive il Metelli, “è situato in un giardinetto  dominante dall'alto la città non solo, ma uno dei più bei panorami dell'universo, quale è veramente quello che qui si ammira attraverso lo stretto chiuso dai monti di Messina. La zona di volo consta di declivi alluvionali ghiaiosi che piuttosto rapidamente scendono al mare; domina siccità e mediocre fertilità sulle alture, mentre i terreni bassi, più vicini alla marina, sono irrigati, fertilissimi ed intensivamente coltivati ad orti, frutteti, e, soprattutto, agrumeti. Le api volano qui tutto l'anno relativamente riposano in dicembre e gennaio. In febbraio raccolgono abbondante e più del necessario” 14.

Da prima anche nel piccolo alveare di Reggio il capitano Metelli usò arnie Sartori, giudicate poi troppo piccole per quei paesi. Fra gli esperimenti fatti, meritano di essere ricordati l'introduzione delle Regine italiane in arnie volgari e l'incremento tentato con famiglie lombarde. Nel 1884 le sue quattro famiglie di api fecero miracoli promettendo una produzione da arieggiare le americane 15. L'esempio convinse altri apicoltori della regione a seguire il metodo razionale, che nel 1885, oltre il suo, aveva guadagnato altri cinque apiari.

Quando fu trasferito a Cotrone, la coltura razionale si andava sempre più diffondendo a Reggio, non ultima causa, forse, del rimpianto per il forzato distacco: “Ed... ora addio Reggio dalle spiagge odorate; giammai io scorderò fin che viva l'eterna tua primavera; tu generosa prodighi alla piccola ape tale enorme quantità di squisitissimo nettare da poter dare il benessere a moltissimi dei tuoi figli. Sappiano essi, come i lor padri, far pro di tal dono veramente ambito da molti” 16.

 

 

 

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13 L'Apicoltore, 1882, pp. 91-92.

14 L'Apicoltore, 1884, pp. 155-158

15 L'Apicoltore, 1884, p. 310.

16 L'Apicoltore, 1885, pp. 279-281.

 

 


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