1 - Proemio

                                                    Ai Coniugi

                                                        PIER GIUSEPPE

                                                                    e

                                      ELENA LANCINI METELLI


 

                                              nel centenario

                                        dell'Apiario di Berlingo

                                                  1869-1969

 

Felici voi, che tranquilli vivete

di Berlingo nel verde poderetto

e dell'ozio sapiente ora godete

in giusta pace ogni gentile affetto

coltivando coi fior la poesia,

che fervida e spontanea nutre il petto.

Chi viver vuol nella città vi stia;

ma voi gustate nell'albergo avito

della natura la dolce armonia;

e sarebbe davvero troppo ardito

abbandonare l'agreste dolcezza

per un diletto che non v'è gradito,

poiché ha frutti miglior la gentilezza

di un'esistenza solitaria, schiva

d'ogni inutile lode e di grandezza.

Viva la villa, viva il brolo, e viva

il vivere giocondo in mezzo ai fiori,

che ad ogni alba novella si ravviva!

Questi d'amor veraci sono allori,

questo il premio più ambito e meritato

da menti elette e da nobili cuori!

Il palazzo da voi restaurato

appare più accogliente se bramate

che sia d'opere d'arte illuminato;

e inoltre, come pur desiderate,

che rimanga ritrovo di parenti

in ogni tempo, d'inverno e d'estate.

Voi non foste più mai tanto contenti

 allorquando ospitate nella villa

amici, ammiratori e conoscenti,

offrendo a tutti il bene che distilla

dalla soavità dei vostri cuori

espresso nel brillar della pupilla.

Virtù stimate più chiare e maggiori

perché fur sempre della casa vostra

i luminosi esempi e gli splendori.

Motivi ancor dell'ambizione nostra:

perciò siamo venuti a festeggiare

il simbolo che insieme le dimostra.

Il simbolo sincero é l'alveare,

d'Elena grata e fascinosa cura

condotta con perizia singolare.

Esso di forti affetti é la figura

che si disegna ormai da venti lustri

su queste immacolate e care mura.

L'api, operaie sedule ed industri,

non sol per sè, ma per l'altrui piacere,

il nettare di rose e di ligustri

lietamente ronzando in fitte schiere,

come le chiama il natural desìo,

van raccogliendo nel natio verziere.

I volgari pensier manda in oblio

l'esempio loro, e il senso e la ragione

rivolge a stato generoso e pio.

Così gli animi affabili dispone

a sprezzare i diletti ingordi e vani,

causa d'orgoglio e acerba confusione.

Noi, che vantiamo gli intelletti sani,

non possiam che onorare la fatica

umilmente accettata dagli umani;

ma soprattutto questa cura antica

sorretta per amor, non per quattrini,

che da cent'anni dura ed affatica

 

ancor Pierino ed Elena Lancini.

 


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