1961 - Diario di don Giovanni

Si narrano qui gli strani fatti accaduti nella comunità di Berlinghetto nel febbraio 1961 (con strascichi in marzo) . La fonte è il Diario di don Giovanni Cominelli allora curato di Berlinghetto.

 


 

Così Don Adriano Santus introduce le vicende del 1961 narrate da don Giovanni Cominelli nel Diario di quei giorni.

"Diamo inizio alla narrazione di vicende vere, assai più recenti, con le quali si tentò di far credere, e quasi quasi vi riuscirono, che il Diavolo fosse ritornato a Berlinghetto per terrorizzare due povere famiglie sfuggite alla fame dal Sud d'Italia per trovare lavoro.

Colgo tutto letteralmente dal Diario fatto giorno dopo giorno, da chi facevasi raccontare tutto dai protagonisti, pur non prestando fede alcuna."

 

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Diario curioso di fantasie umoristiche su cose, apparizioni, avvenimenti da me mai visti,

ma raccontatimi giorno per giorno dai protagonisti.

 

Nella casa nuova di Arianti Lucia, mia ex domestica, abitata dalle due famiglie, oriunde di Caserta, Dell'Aquila Pasquale e Armando, fratelli.

 

 

- Sabato 18 Febbraio 1961 ore quattro del mattino -

 

Leggero fruscio e toccamenti sul letto, di una mano invisibile. Ciò, nella camera di Pasquale, assente per lavoro. La sposa, i suoi tre bambini, la di lei sorella che si trovano a letto si alzano spaventati, e gridando corrono verso la camera di Armando, trovano socchiuso l'uscio della loro camera che son certe di aver chiuso a chiave come al solito.

Armando, con la sposa e la bambina viene nella camera del fratello, e si mettono tutti nello stesso letto. Armando è assolutamente incredulo.

Spenta la luce da pochi istanti, sul viso di Armando avviene una pioggia di bottoni contenuti in una scatola che era sopra una cassetta vicino al letto. Il coperchio che era sulla scatola era rimasto sulla cassetta, la scatola era andata sul viso di Armando, rovesciando i bottoni, che sfiorando il viso si erano poi sparsi, parte sul letto e parte in terra.

Armando si mette a gridare contro le donne, dicendo che non erano scherzi da fare. Ma le donne "giurano" che non si erano neppure sognate di fare uno scherzo simile. Allora il panico prese anche Armando.

 

 

- Domenica 19 Febbraio 1961 ore 23 -

 

Nella stessa camera si sente un gran colpo. Le donne spaventate si precipitano ancora nella camera di Armando, che pure aveva sentito il colpo. Ritornano insieme e vedono un sasso quasi rettangolare sopra un'altra cassetta, e una delle verghe di ferro che prima si trovava appesa al tubo della stufa per fare asciugare i panni, posta sopra una sedia vicina.

 

 

- Lunedì 20 Febbraio 1961 ore 15 -

 

Sono tutti a riposare nello stesso letto della suddetta camera. Si sente un gran colpo. Un sasso più grosso e di forma quasi rotonda aveva battuto fortemente contro la spalliera del letto dietro i capezzali; poco dopo un altro sasso batte con forza sopra una sedia nella piccola cucina di Armando. La sposa di Pasquale vide anche un fiasco che si trovava sui porcili, muoversi da solo.

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Alle ore 16,30, il quadro appeso a capo del letto e rappresentante Gesù nell'orto, si staccava con rumore dai due chiodi di appoggio, restando appeso al chiodo di sopra dove era legato.

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Alle ore 0,30 (mezz' ora dopo mezzanotte). - Le due famiglie dormono nella camera di Armando, e nella piccola cucina adiacente vegliano Armando, Pasquale che era stato chiamato telefonicamente dal posto di lavoro, con Clerici Antonio cognato d'una loro sorella (Rosella sposa di Clerici Giacomo) e un giovane di Berlinghetto, N.N.

All'ora suddetta, la sposa di Armando (Pastore Rosetta) si sveglia, e sente un rumore come di scarpe di ferro graffianti sul pavimento. Si alza subito con la sorella della sposa di Pasquale, dopo aver acceso la luce, e mentre ambedue stanno per uscire di camera si sente un colpo fragoroso: un sasso piuttosto piccolo, di forma rotonda aveva colpito il lampadario, rompendolo, ma senza colpire la lampada, e cadendo sul letto con alcuni cocci del lampadario.

Chiamato sul posto, vidi tale sasso e i cocci. Era un'ora di notte, e mi fermai a vegliare in loro compagnia fino alle 5,30.

 

 

- Martedì 21 Febbraio 1961, ore una fino alle 4,30 -

 

Durante la notte, sentivamo, fino alle 4,30, sentivamo con chiarezza, or forti or deboli, a varie riprese, battere dei colpi sopra il solaio.

Durante una perlustrazione, mentre io e N.N. eravamo presso il ripostiglio della cucina di Pasquale, un turacciolo umido cadde sulla testa di N.N.. Ci guardammo subito intorno; da che parte veniva? (Non certo dall'aldilà, ma sicuramente dalle tasche di N.N.)

 

 

- Mercoledì 22 Febbraio 1961, ore 9,30 -

 

La cognata di Pasquale si trovava nel piccolo ripostiglio della sua cucina, e poco discosto, presso la scala del solaio c'era un bambino.

Un sasso rotolava dalla scala con fracasso, finendo ai piedi del bambino. Nella camera di Pasquale c'erano i due fratelli per riparare i tubi della stufa, e naturalmente subito accorsero.

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Ore 21,45. - Sono presenti molti curiosi. I bambini, le madri e la ragazza sono a letto, nelle proprie camere. Nella camera di Pasquale erano presenti Dell'Aquila Rosella con vicino il fratello Pasquale, Forti Lauro (un giovane della Cascina Cinaglia di Travagliato), suo cognato Martinelli Alfredo e alcuni altri.

Il Forti dice di aver visto come l'ombra di un sasso (che fantasia!) muoversi dal pavimento sotto la finestra a Est, e, dirigendosi con fracasso verso il letto, passo sotto, andando a finire tra i piedi di Dell'Aquila Rosella, rotolando poi davanti a lui il quale lestamente lo raccolse, e affermò che quasi scottava!!!

Ero d'accordo che sarei andato alle ore 22 e avrei vegliato tutta la notte, ma un giovane corse a chiamarmi alle ore 21,45. Vegliai con tre persone e con Armando fino alle 5,30, mentre Pasquale era andato a dormire con la famiglia presso i Clerici e Rosetta, con la famiglia e la cognata di Pasquale dormivano nella camera di Armando. Ma per quanto ponessi la massima attenzione, non sentii più nulla.

 

 

- Giovedì 23 Febbraio 1961, ore 12 -

 

Nella camera di Pasquale vanno Rosetta e la ragazza. Dopo un momento, (dicono) sentono un rumore. Presso la finestra a Oriente, compare un sasso facendo alcuni salti. Anche la taparella si era mossa. Però c'era nessun altro a vedere.

Ore 16. - Viene da me il giovane Clerici Umberto, e mi dice che è andato dal Rev. Parroco di Trenzano Don Luigi Troncana per far benedire la casa. Don Troncana suggerisce di far dire il rosario e pregare S. Giuseppe. Il giovane mi prega di recarmi questa sera in quella casa a fare le devozioni suggerite da Don Troncana. Assicuro che vi andrò. Colgo così l'occasione per far dire alcune preghiere a quelle famiglie e ad altri presenti.

La sera, fatta sgomberare la folla dei curiosi, raduno le due famiglie con alcuni altri nella camera di Pasquale. Recitiamo insieme il Santo Rosario, l'orazione a S. Giuseppe, all'Angelo Custode, e una preghiera per i Defunti. Data loro la benedizione sono andato a riposo. La notte passò tranquilla.

 

 

- Venerdì 24 Febbraio 1961 -

 

Ore 10,30. - Cade un sasso nella camera di Armando ...

Ore 14,00. - Un altro sasso nella piccola cucina di Armando ...

Ore 15,00. - Un terzo sasso ancora nella piccola cucina di Armando …

La sera, giornalisti del Giornale di Brescia e l'Italia, di Milano, fanno un sopraluogo, chiedendo informazioni e facendo fotografie.

Il cronista del giornale di Brescia (si dice che sia un questurino indagatore) si ferma sul posto tutta la notte con la speranza di vedere qualche cosa.

 

 

- Sabato 25 Febbraio 1961 -

 

Ore 24,25 - Camera di Pasquale - A letto ci sono i bambini, la sposa e Maria Grazia, sorella della sposa.

Sulla porta c'è il giornalista e Braga Giacomo, e dentro la camera sta seduto N.N. rivolto verso il letto e la finestra a Nord. Alcuni istanti prima delle 24,25, si alza la ragazza e va nella piccola cucina di Armando. Alle 24,25 si sente un rumore. Un sasso era caduto sulla cassa sotto la finestra a Nord ben chiusa, e rotolato a terra. N.N. corre a raccoglierlo. Il giornalista che era subito entrato esamina bene il sasso. N.N. aveva visto il sasso sulla panca e poi cadere in terra. Presolo in mano, affermò che era ... molto ... caldo!

Ore 15. Vengono i carabinieri di Travagliato, i quali sono completamente scettici, e con ragione. Infatti fin dalle prime indagini il maresciallo ha dei forti sospetti sopra certe persone.

Sabato sera comincia l'afflusso dei curiosi, dai paesi vicini. Sabato notte le due famiglie dormono nelle respettive camere e per tutta la notte vi fu tranquillità.

 

 

- Domenica 26 Febbraio 1961 -

 

Nessun fenomeno ... diabolico. Grande concorso di gente curiosa, da ogni parte.

Gli osti, specialmente "Nani Fra'" dell'osteria ai lati della chiesa, fanno affari d'oro, grazie al ... diavolo che ... getta i ... sassi.

 

 

Osservazioni

 

Il parroco di Berlingo, Don Andrea Savio, fin da principio appoggia la convinzione della gente, che cioè si tratta di spiriti e di magie. "Farò di tutto per conoscere la persona che ha fatto il malefizio".

Più volte al giorno veniva a Berlinghetto, e a tutti quelli che gli si avvicinavano per sentire il suo parere, diceva: "Questi spiriti potrebbero comparire sotto forma di cani, gatti, serpenti. Se vedete un cane o un gatto nero, rispettatelo, altrimenti potrebbe nuocervi" ...

Un'altra volta ha detto:"Chi ha fatto il malefizio è una povera persona che vorrebbe far andar via gli inquilini da casa per entrare lei!"

Un giovane, pur esso convinto del ... maleficio, per far cessare tale ... maleficio, fa la proposta di prendere i famosi sassi che vengono dal ... diavolo, unirli a un crocifisso, e farli bollire. Lo rimprovero e lo metto in guardia da un simile gesto. Temo però che sia deciso a farlo.

Si diffondono voci e calunnie di ogni genere. Si dice per esempio che la casa è di male acquisto; che l'Arianti Lucia, padrona della casa, mentre era mia domestica (lo fu per un anno) si teneva le elemosine delle Sante Messe che i fedeli venivano a far celebrare quando io ero assente. Si dice perfino che la medesima mi aveva rubato oggetti sacri i quali erano nascosti sul solaio; per questo la casa era maledetta, e i ... diavoli vi gettavano i sassi.

Queste cose, diffuse anche in altri paesi, furono dette a un certo numero di persone.

Si dice perfino che la Lucia è una fattucchiera che ha addosso ... quattro diavoli! - E chi più ne ha, più ne metta.

Naturalmente sono tutte calunnie prive di ogni fondamento

 

 

 

- Lunedì 27 Febbraio 1961 -

 

Tranquillità in casa Dell'Aquila. Il Pasquale, che passò una settimana di terrore, ed è deciso di ammazzare l'autore di queste cose, se arriva a scoprirlo, da me rassicurato e confortato riparte per il suo lavoro a Como.

Lunedì sera viene la Lucia da Brescia dove si trova in servizio e passa tranquilla, come i Dell'Aquila, la notte sul solaio dove ha la roba e il letto.

 

 

- Martedì 28 Febbraio 1961 -

 

Ore 15.- Viene in casa mia la Lucia la quale mi dice che ha dovuto chiamare il muratore (Chimini Antonio di Berlingo) e il falegname (Bettinetti Giovanni detto "Giuanì spissighì") per far riparare il congegno di chiusura del lucchetto e farlo assicurare bene, perché quando salì la sera prima, tale congegno si staccò con facilità, e potè alzare la portiera senza aprire il lucchetto.

Martedì stesso i carabinieri di Travagliato mandano a chiamare per le ore 15 Clerici Antonio, Armando e la sua sposa, la sposa di Pasquale e la di lei sorella di 16 anni.

Alle ore 21 vado anch' io in caserma per raccomandare comprensione e umanità, e per farli ritornare a casa.

Fu chiamato anche il giovane N.N. ma era assente per lavoro.

Il comandante raccomanda di dire la verità e assicura il colpevole che non sarà punito né sarà conosciuto il suo nome.

Io faccio alcune osservazioni e dico parole di conforto.

Si incomincia l'interrogatorio individuale e segreto davanti al comandante, ma con esito negativo. Anche quelle persone su cui cadono i maggiori sospetti si ostinano a negare.

Rimane ancora da interrogare N.N. il quale la notte di sabato 25 Febbraio aveva detto al giornalista: "Io conosco il segreto". Stiamo a vedere...

 

 

- Mercoledì 1 Marzo 1961 -

 

E' interrogato dai carabinieri N.N., il quale afferma che crede poco agli spiriti, e sta sempre sulle negative. Il comandante non riesce a dipanare la matassa.

 

 

- Domenica 5 Marzo 1961 -

 

Vengono due professori da Bologna, accompagnati dal medico condotto di Trenzano - Berlingo, Dott. Nereo Omero, e chiedono informazioni sui sassi caduti, e altri fenomeni. Fanno la fotografia della casa dall'esterno. Dicono che sono esperti in queste cose, e che i fenomeni potranno riprendere.

Volevano parlare con me ma io non li ho visti perché ero in chiesa per la Dottrina. Dico sinceramente che alle loro affermazioni io credo un fico secco.

 

 

- Giovedì 16 Marzo 1961 -

 

Una persona di Berlinghetto dice a Braga Teresina queste testuali parole: "Quanto agli spiriti, io conosco il segreto". E siccome Braga Teresina dice: "Lo so, dicevano che la casa era maledetta perché fabbricata con i denari della chiesa che il curato ha dato alla sua domestica per fabbricare la casa" allora quella persona rispose prontamente: "No, no, queste sono sciocchezze; ci sono altre cose molto più gravi!".

 

- Venerdì 17 Marzo 1961 -

 

Quali sono queste cose molto più gravi? Oggi le ha svelate la medesima persona, e riguardano me. Alcune persone insinuano che nella venuta dei carabinieri a Berlinghetto, io ho la parte principale perche li ho fatti venire io. - Dico subito che non mi son mai neanche sognato; anzi ancora fin dal primo giorno in cui era tornato dal lavoro Dell'Aquila Pasquale fatto venire apposta, e precisamente lunedì 20 Febbraio, ho dissuaso il Pasquale che era deciso di chiamare i carabinieri. Sarebbe stato meglio, e la beffa sarebbe finita ancora sul nascere ...

Dicono che io ho svelato i miei sospetti su alcune persone le quali perciò furono chiamate in caserma, e quando io sono andato in caserma per farli liberare, è stata una finzione, per coprire il mio "tradimento".

Così a questo scopo fingo di interessarmi per trovare un posto di lavoro in Brescia ad Armando. Aggiungo subito che e già da parecchi mesi, ancora molto prima della "Comparsa degli ... spiriti" che sto cercandogli questo posto.

Ore 18. - Vengo a conoscere che la mamma di Pasqualina, la sposa di Dell'Aquila Pasquale, è andata a S. Maria di Capua, vicino a Caserta, da uno stregone ("Chi non crede non entri" sta scritto sulla sua porta). Lo stregone diede questa spiegazione: "In tempi antichissimi, al posto della casa c'era una chiesa, e sotto vi sono dei morti che hanno bisogno di suffragio. Gli spiriti perseguitano in modo speciale la Pasqualina, perché troppo debole." - Bella spiegazione! ma non convince... Appena ebbe notizia dei ... "diavoli" la mamma di Pasqualina fece la visita allo stregone.

 

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Questa è la ... cronaca di quanto ho potuto sapere sugli ... "spiriti di Berlinghetto".

Alcuni giornali hanno parlato perfino di sassi "infuocati". Erano sassi comuni raccolti sulla strada vicina dai principali protagonisti. Alcuni di questi sassi, poveretti, forse sono finiti a bollire in pentola col crocifisso ...

 

Et de hoc satis! (E su questo argomento basta!)

 

 

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Così conclude don Adriano dopo aver riportato il Diario di don Giovanni sul bollettino parrocchiale:

 

 "Ora siete liberi di pensare ciò che volete. Però vi dico quel che penso io: le vicende accadute a Berlinghetto nel 1961 sono state una solenne turlupinatura. Infatti il diavolo a Berlinghetto ha tutt' altro da fare che spaventare due povere famiglie. Il suo lavoro a Berlinghetto, come altrove, è molto più serio ed impegnativo, e purtroppo anche non poco fruttuoso, come si può constatare, conoscendo come vivono oggi tanti cristiani."

 

 

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In seguito agli strani avvenimenti di Berlinghetto, la cui fama ormai si diffondeva ovunque, ecco copia delle lettere inviate al curato don Cominelli da parte del Vescovo di Brescia, mons. Giacinto Tredici, e da don Giovanni Lorini, salesiano nativo di Berlinghetto. 

 

 

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Don Giovanni Lorini

 

 


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